BALZELLO RAI PER LE IMPRESE. Artigiani sul piede di guerra
BALZELLO RAI PER LE IMPRESE. Artigiani sul piede di guerra “Protesteremo finché non sarà fatta giustizia. Siamo alla follia”
COMUNICATO STAMPA
BALZELLO RAI PER LE IMPRESE. Artigiani sul piede di guerra
“Protesteremo finché non sarà fatta giustizia. Siamo alla follia”
Abbiamo appena chiesto al ministro Passera di aiutare le piccole imprese che ogni giorno devono affrontare la crisi nerissima di questi tempi e riceviamo la richiesta del pagamento del canone RAI. Ci sembra veramente che la misura sia colma, per questo stiamo raccogliendo le firme presso le nostre sedi provinciali per sostenere una campagna di massiccia protesta.
Confartigianato Lucca interviene per chiedere immediatamente una inversione di rotta.
In questi giorni tutte le aziende stanno infatti ricevendo o hanno già ricevuto, da parte della RAI, la richiesta di pagamento del “canone speciale”, dovuto da imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici, ed enti privati, in virtù del Regio decreto del 1938 e ripreso dal decreto “Salva Italia”.
La norma è stata interpretata dalla RAI nel senso di obbligare al pagamento del canone tutte le imprese che detengono dispositivi video-elettronici destinati agli usi più disparati, inclusi PC-monitor, videofonini, videoregistratori, IPad e, tanto per non lasciare fuori nessuno, anche sistemi di videosorveglianza. E l’obbligo naturalmente scatta anche nel caso in cui questi apparecchi non siano utilizzati per la ricezione di programmi radiotelevisivi, visto che si tratta di una imposta sul mero possesso dell’apparecchio. Per questo tale invito al pagamento sta arrivando indiscriminatamente, perfino a tutte le aziende che possiedono un computer, anche solo per la semplice contabilità.
Ci chiediamo con quale coraggio si chieda agli italiani di pagare il canone RAI per utilizzare strumenti ormai indispensabili per l’attività lavorativa quotidiana. Ci pare una richiesta che realmente rasenta l’assurdo!! Si arriva a chiedere soldi a piccole imprese che già rischiano il tracollo, schiacciate da una miriade di imposte e tasse e che, tra l’altro, non usufruiscono evidentemente del servizio: i PC servono per lavorare!! Il governo da una parte spinge le imprese ad innovare per creare occupazione e lavora affinché la semplificazione burocratica passi dai sistemi informatici e dalle telecomunicazioni; dall’altra parte batte cassa tassando proprio gli strumenti necessari all’innovazione e all’espletamento dei servizi.
Protesteremo finché non sarà fatta giustizia.
Contro questa tassa invitiamo le imprese a recarsi presso i nostri uffici già fin da lunedì della prossima settimana per sottoscrivere la lettera di protesta da inviare al Ministro.